Per una persona speciale: Come un libro aperto leggo nel fondo dei tuoi occhi. Perché la bocca sorride se gli occhi la smentiscono? Piangi, non vergognarti di confessare che mi amasti. Piangi. Nessuno vede. Guarda. Io sono un uomo, eppure piango. G.A.B
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L'angolo di Jeppo presenta:
The good the bad and the Queen: SuperGruppo o SuperBufala?
Quando il cantante e tastierista dei Blur prima e dei Gorillaz poi, Damon Albarn, il mitico bassista dei Clash, Paul Simonon e Simon Tong, già chitarrista dei Verve, hanno annunciato di voler dar vita ad un nuovo progetto, l'attesa è stata tanta sin da subito... A inizio anno il tanto atteso disco è uscito e le reazioni della stampa sono state come al solito contrastanti. Qualcuno l'ha osannato, qualcuno l'ha distrutto.The good the bad and the Queen è l'ennesima dimostrazione che spesso la verità sta nel mezzo. Sin dalle prime tracce, le belle ed orecchiabili History song e 80's life, abbiamo un'idea dello stile del gruppo: semplici ma efficaci accompagnamenti di chitarra, forse alla lunga un po' noiosi, graziosi ricami anni '60 alla tastiera di Damon, forse alla lunga un po' ripetitivi, strepitoso lavoro al basso di Simonon, forse alla lunga il migliore. Batteria assente ingiustificata. Forse un po' sottovalutati i coretti e i virtuosismi vocali appena accennati in 80's life in cui Albarn ha spesso eccelso. Il singolo Kingdom of doom è una traccia scontata ma passabile, mentre Herculean coinvolge molto di più con quelle sue melodie avvolgenti ed il lento crescendo finale. Le tracce successive si trascinano un po' stancamente, ed è questo forse il problema maggiore del disco. Si distinguono nella massa alcuni passaggi di Nature springs e The bunting song.
Infine la vera pietra miliare, ossia l'omonima, sia rispetto al disco che al gruppo, The good the bad and the Queen, bellissima cavalcata al piano, infinita nella sua parte strumentale, forse un po' sottovalutata nelle liriche. Quel suo cambiare tempo in continuazione lascia sbalorditi e scatena in un ballo frenetico ogni osso del corpo.
Insomma, lasciando da parte i nomi dei componenti del gruppo, si può considerare questo un buon album con l'unico problema nell'abbondanza di canzoni senza un'anima o una ragion d'essere. Ma per un progetto fondato artificialmente in laboratorio, non c'è male... Voto: 7
