Per una persona speciale: Come un libro aperto leggo nel fondo dei tuoi occhi. Perché la bocca sorride se gli occhi la smentiscono? Piangi, non vergognarti di confessare che mi amasti. Piangi. Nessuno vede. Guarda. Io sono un uomo, eppure piango. G.A.B

Eccomi

Utente: Tato77
Nome: Matteo Bernardini

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Ultimi Commenti

lusi1086 in E' finito un capitol...

Link

Archivio

oggi
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006

 Il mio profilo ContattamiTato77

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

lunedì, 16 aprile 2007

L'angolo di Jeppo presenta:

The good the bad and the Queen: SuperGruppo o SuperBufala?

Quando il cantante e tastierista dei Blur prima e dei Gorillaz poi, Damon Albarn, il mitico bassista dei Clash, Paul Simonon e Simon Tong, già chitarrista dei Verve, hanno annunciato di voler dar vita ad un nuovo progetto, l'attesa è stata tanta sin da subito... A inizio anno il tanto atteso disco è uscito e le reazioni della stampa sono state come al solito contrastanti. Qualcuno l'ha osannato, qualcuno l'ha distrutto.The good the bad and the Queen è l'ennesima dimostrazione che spesso la verità sta nel mezzo. Sin dalle prime tracce, le belle ed orecchiabili History song e 80's life, abbiamo un'idea dello stile del gruppo: semplici ma efficaci accompagnamenti di chitarra, forse alla lunga un po' noiosi, graziosi ricami anni '60 alla tastiera di Damon, forse alla lunga un po' ripetitivi, strepitoso lavoro al basso di Simonon, forse alla lunga il migliore. Batteria assente ingiustificata. Forse un po' sottovalutati i coretti e i virtuosismi vocali appena accennati in 80's life in cui Albarn ha spesso eccelso. Il singolo Kingdom of doom è una traccia scontata ma passabile, mentre Herculean coinvolge molto di più con quelle sue melodie avvolgenti ed il lento crescendo finale. Le tracce successive si trascinano un po' stancamente, ed è questo forse il problema maggiore del disco. Si distinguono nella massa alcuni passaggi di Nature springs e The bunting song.

Infine la vera pietra miliare, ossia l'omonima, sia rispetto al disco che al gruppo, The good the bad and the Queen, bellissima cavalcata al piano, infinita nella sua parte strumentale, forse un po' sottovalutata nelle liriche. Quel suo cambiare tempo in continuazione lascia sbalorditi e scatena in un ballo frenetico ogni osso del corpo.

Insomma, lasciando da parte i nomi dei componenti del gruppo, si può considerare questo un buon album con l'unico problema nell'abbondanza di canzoni senza un'anima o una ragion d'essere. Ma per un progetto fondato artificialmente in laboratorio, non c'è male... Voto: 7

Postato da: Jeppoloman a 22:07 | link | commenti (3)


Commenti
#1    17 Aprile 2007 - 13:33
 
io darei anche 8
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente allakatalla

#2    25 Aprile 2007 - 21:58
 
mmmh...nn so nemmeno di cosa tu stia parlando...cmq è da tantissimo tempo che nn entravo più qui e ho deciso di fare una capatina...;((( con mia devastante sorpresa ho visto che avete aperto si e no 5 discussioni e io sono da almeno maggio che manco! ma che sta succedendo?? non deve morire sto benedetto blog! cmq teo le tue recensioni sn sempre troppo avanti...secondo me fai copia e incolla da qualche rivista di recensioni...sisi...:DDDD
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente BenSteXD

#3    27 Aprile 2007 - 23:25
 
Eh oh, nn c'ho mai voglia di scrivere... E poi tanto nn commenta mai nexuno...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Jeppoloman

Commenti